IL SENTIERO DELLA VITA di Oscar Pellesi

Oscar Pellesi, Il sentiero della vita, EDB, Bologna 2008, pp.299 (€16)

Linee di Lettura di Oscar Pellesi tratte dal libro:
 
“La conversione non dipenderà tanto dalla nostra teologia, dalla nostra morale, dalla nostra filosofia,
dalla nostra sociologia, ma dal nostro umanesimo cristiano.
La risposta cristiana, infatti, ha senso solamente se diventa, oltre che risposta, anche soluzione,
altrimenti non può interessare nessuno: diventa ideologia e perciò astrazione alienante”.
Queste parole, scritte negli ultimi anni di vita, rispecchiano e sintetizzano in qualche modo l'essere, l'agire e il messaggio di padre Raffaele.
La cultura occidentale vive da sempre in modo sospetto il rapporto Dio e uomo: nella misura in cui si sceglie Dio, sembra si debba abbandonare la persona umana e, viceversa, scegliendo la persona umana, sembra si debba mettere fuori causa Dio. La vita di padre Raffaele racchiude in sé questo dilemma, non tanto come ricerca teorica quanto piuttosto come soluzione vitale.
La lunga consuetudine all'ascolto del proprio cuore e di quello degli altri, lo ha portato a fissare lo sguardo sull'uomo per coglierne l'intima essenza e le leggi di sviluppo; per descriverne le pieghe profonde, le attese sempre vive e il valore primario.
Padre Raffaele è un cantore infinito della persona umana nella sua verità ultima di «amore partecipato». La luce scaturisce dalla vita. L'amore è il tutto della sua vita e nella sua vita. È il tormento della sua infanzia e della sua adolescenza. È la speranza sofferta della sua giovinezza. È la gioia travolgente della sua maturità.
Raffaele è incantato dall'amore. Lo cerca. Lo vuole conoscere. Lo vuole vivere. Sente che è il tutto della sua vita e nella sua vita. Sente che è il tutto della vita degli uomini e nella vita degli uomini. Perché è il tutto della vita di Dio e nella vita di Dio. L'uomo, infatti, ne è immagine e somiglianza vivente. Una verità questa che, se placa la ricerca e l'inquietudine del suo cuore e della sua mente, lo trascina però verso orizzonti infiniti e conquiste assolute.
Al centro della vita sta l'amore. Al centro della vita sta la persona umana. Persona umana e amore stanno tra loro come realtà inscindibili. L’una senza l'altro non esistono. Esistono infiniti tentativi e di persone e di amori. Perché? Perché l'amore è Dio. La fonte dell'amore è Dio. La radice dell'amore è Dio. La persona umana ne è solo «partecipazione», «dono», «possibilità vitale», «seme».
Vita umana e vita divina! Insieme. Inscindibili. Inseparabili. Così come persona e amore: per la stessa intima, essenziale ragione. Non più un dilemma, dunque, non più una domanda, ma un rapporto intimo da realizzare e da portare a compimento. Una lieta novella da raccontare e da donare. Ma quanti giorni per capire, per assimilare e per vivere questa comunione vitale!
Dio non diventa più importante dell'uomo e non lo mette in ombra. Questo è un falso problema. Dio è «amore» e la persona umana ne è «immagine vivente». E allora la meravigliosa avventura della Creazione e della Redenzione: della Vite coi suoi tralci, del Mare coi suoi fiumi, del Sole coi suoi raggi, dell'Amante coi suoi amati. Non si può capire se si rimane ai margini di questa esperienza. Bisogna farne parte in piena libertà con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le forze.
II rapporto Dio e uomo è la domanda che ha retto la vita di padre Raffaele ed è anche la risposta dei suoi giorni. Dio e l'uomo! Un rapporto vitale, una comunione personale, una possibilità costitutiva ed una pienezza inesauribile. Creati e poi salvati da Dio-Amore, la vita umana è tale soltanto in questa libera e piena comunione. Una comunione sponsale, dove la vita passa e ripassa e diventa un solo volere, un solo sapere, un solo sentire, un solo operare e un solo amare.
Dio e la sua Presenza accolta e amata: penetra, tocca e vivifica le radici della persona e realizza un progetto di libertà e di liberazione. Dio divinizza e proprio in questo umanizza. È la verità e la vita del nostro essere e del nostro divenire. Agire umano e agire divino non si sommano ma si compenetrano. Il frutto è una persona umana pienamente ritrovata. Una città sul monte. Una lampada sul lucerniere. E Dio appare così umano da fare piangere di gioia e l'uomo così divino da riempire di stupore. Come Cristo. Come in Cristo. La persona diventa come Dio: un luogo d'amore. Tutti vi possono abitare.. Tutti vi stanno bene. Ognuno come fosse il solo e tutti come fossero uno solo.
Padre Raffaele è soprattutto qui, in questa umana e divina avventura. Qui è dono per tutti e di tutti… È memoria luminosa di verità, è sentiero battuto e strada tracciata e percorsa. Ma quanta fatica e quanta solitudine in questo suo camminare, in questo suo cercare e in questo suo volere!
Prima il corpo senza lo spirito. Poi lo spirito senza il corpo. Poi la lenta e dolorosa ricerca dell'unità. Infine l'essere e l'operare nell'armonia raggiunta. Il passaggio dall'irrealtà alla realtà che è la vita nella sua verità. L'esito è una meraviglia sotto i nostri occhi. Una persona d'amore. Un giardino fiorito. La persona sempre più persona. Dio sempre più Dio. Il mondo sempre più mondo. Insieme!
L'intento di queste pagine è quello di seguire padre Raffaele in questa sua ricerca e in questa sua riuscita. Un tentativo. Un abbozzo. Tutto il resto di padre Raffaele – ed è tantissimo – ci appare dentro a questa sua maturazione umana e divina come fiore e come frutto. L'amore alla Madonna: incantevole e indicibile. Un romanzo. L'amore alla Chiesa: custode di vita perché madre e maestra di verità. L'amore alla sua vocazione cappuccina e sacerdotale: un canto. L'amore ai fratelli: un rapporto coinvolgente. I          dolori senza limiti dell'anima, del cuore e del corpo vissuto con amore e donato come amore. II dono della vita per la vita di tutti.
Gli aneddoti non hanno molto spazio in questo profilo e neppure le testimonianze, perché per padre Raffaele tutto questo non è essenziale in quanto appartiene alla «cronaca» e tutti hanno una «cronaca».
Lui parla della sua vita come di una «storia d'amore», come di un «romanzo d'amore» e sa che solo questo è l'elemento essenziale in una vita.
I suoi scritti sono una miniera inesauribile. Ogni attimo della sua vita è contenuto e in qualche modo raccontato con una sincerità ed una autenticità a tratti sconcertante (questo almeno fino al 1964, dopo, il diario della sua anima sembra tacere per farsi dono di vita ai fratelli). Queste pagine vogliono e tentano di raccontare il «frutto più buono» del «romanzo», ed è per questo che ci affidiamo ai suoi scritti, riducendo al minimo il commento.
“Sono stato ammalato ventidue anni. Credo di aver sentito l'annientamento di me stesso sotto tutti gli aspetti. Però sono sempre stato invidiato dalle persone: da ricchi, poveri, istruiti, artisti, da tutti. Mi hanno solo invidiato. Cosa hanno invidiato? Forse il mio corpo? C'è poco da invidiare, sono paralizzato da anni. La mia cultura? E quella di molti. La mia intelligenza? Non credo di essere un genio.
Hanno ammirato una cosa sola: quello che Dio da quando e amato, e come Dio rende l'uomo uomo quando viene amato veramente da uomini. L'unica cosa che mi hanno detto e solo per questo mi hanno invidiato… Il disegno di Dio è di vedere realizzata in pieno la nostra umanità…”
(Da registrazione di un Corso di Esercizi Spirituali dettati da p. Raffaele nel novembre del 1965)
 
N.B. La maggioranza delle opere di p. Raffaele sono manoscritti – salvo qualche dattiloscritto sempre suo però – per cui, nelle citazioni, mi limito al Titolo del «Quaderno» o dei «Quaderni» senza ulteriori precisazioni. La finalità di questo profilo dispensa da determinazioni più dettagliate.
Castelvetro di Modena, Emilia-Romagna Italy
  • Clear
    Today
    28°C / 16°C
Foto Panoramiche
5356428342_263420a62e_r 5355824987_232f246c3a_r 5356431722_3c5c90a936_r 5356425280_a6683571d3_r 5355821797_0c8af838a0_r